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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Lo specchio degli anni

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  Lo specchio degli anni Se leggessi i tuoi anni al contrario direbbero lo stesso volto. Saresti ancora quel ragazzo, il sorriso acceso, con un quaderno che tiene insieme il mondo e la penna aggrappata al girocollo del maglione, come un segno che non ha fretta di cadere. Arrivi così, ogni volta, con un’ironia che non ha cambiato strada, capace di spettinare le certezze e rovesciare la logica con un gesto leggero. A pensarci, sento ancora il banco tremare sotto il passo dei tuoi pensieri, fortezze dove raramente sono entrato, ma che ho imparato a guardare da fuori, come si guarda una luce dietro una finestra. Il tempo si specchia, si volta, si ripete. Tu resti. Franco Franco Testo che ha dato vita alla poesia  Auguri di buon compleanno. I tuoi anni, anche se li leggessi al contrario, resteresti quello di sempre. Quel ragazzo sorridente con un quaderno che comprende tutte le discipline, e la penna aggraffata al girocollo del maglione, che arriva a scuola. Quel...

Il Mondo alla Rovescia: Tra Oligarchi del Web e il Silenzio dei Coraggiosi

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  di Franco Acri C’è qualcosa di profondamente malato nel nostro presente, una sorta di amnesia collettiva che puzza di viltà. Mentre ci affanniamo a scrollare convulsamente lo schermo dello smartphone, la democrazia — quella vera, pagata con fiumi di sangue e decenni di galera — viene smantellata pezzo dopo pezzo, tra un tweet sarcastico e un post sponsorizzato. Fa rabbia vedere come i nuovi tiranni digitali, i miliardari del silicio che hanno elevato le piattaforme a troni inattaccabili, siano stati i primi a tradirla. Ieri predicavano ribellione e connessione, fingendosi paladini del futuro nei loro garage; oggi sono i più zelanti sudditi del potere, perfetti cortigiani dell’autorità. Si sono eretti a giudici supremi del dibattito pubblico con una sicurezza che congela il sangue. La meritocrazia? Un inganno. Il libero mercato? Una barzelletta: o sei un loro suddito, o non esisti. Ma il colmo dell’orrore arriva quando la Storia viene calpestata. Oggi, chi ha dato la vita per le n...

CAULONIA: L’ITALIA CHE CROLLA (MENTRE LA POLITICA GUARDA)

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  di Franco Acri Un’altra frana, un’altra esplosione di pietre e polvere. Pezzo dopo pezzo, la rupe Maietta scivola in mare. E con lei scivola via la Giudecca, uno dei tesori più stratificati del Sud, svuotato della propria memoria come le case ormai sgomberate. Il ciclone ha fatto il suo lavoro: ha spazzato il lungomare, eroso gli ulivi, ridotto in briciole l’antico quartiere ebraico. Un nubifragio e la furia dell’acqua, si sa, sono più efficienti di qualsiasi Soprintendenza. La politica, naturalmente, non manca. Compare puntuale, quattro giorni dopo il disastro. Sfila sul lungomare, scatta le foto di rito e poi si volta per fare la predica ai calabresi: “Avete costruito dove non dovevate!”. Una perla di saggezza, considerando che chi amministra da decenni quelle stesse terre è, guarda caso, la politica stessa. Quella politica che tiene in cassaforte quasi 70 milioni di euro — fondi per la difesa del suolo che giacciono più inerti della rupe. Soldi non spesi, mentre il tardo baroc...

Mare Nostrum, Discarica Nostra: Il Metodo Perfetto per Smaltire le Voci di Bilancio Scomode

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  di Franco Acri Ecco la formula vincente, finalmente cristallina: se un problema non ha valore di mercato, semplicemente si cancella dalla contabilità. Meglio ancora se a farlo è il mare, con la sua imperturbabile efficienza ecologica. L'ultimo bilancio trimestrale dal Mediterraneo è, in questo senso, esemplare. Nuovi asset sono stati brillantemente  declassati : un lotto di almeno 51 unità al largo della Libia, un pacchetto da 50 partito dalla Tunisia, e qualche unità  difettosa  – incluso un paio di gemelle di un anno – arrivata fredda a Lampedusa. Dettagli tecnici. La tempesta perfetta, il ciclone Harry, ha funto da ottimo consulente esterno, accelerando le procedure di  smaltimento . Il sistema funziona a meraviglia. Da una parte, i trafficanti – i nostri subappaltatori nell'ombra – forniscono il  materiale grezzo  su imbarcazioni programmate per l'autodistruzione. Dall'altra, le nostre istituzioni perfezionano l'arte del non-intervento: le motove...

L’urlo di Cristo

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L’urlo di Cristo È il mio Venerdì Santo. Un urlo. Misura del dolore. L’urlo greve del carboncino nelle sale del British. Quel Cristo ancora vivo che smuoverebbe le pietre di Gerusalemme. L’urlo di un corpo teso, muscolo contro chiodo, con la forza di scendere dalla croce. L’urlo dell’abbandono che interroga il silenzio del Padre. L’urlo di un uomo libero. L’urlo etico di Michelangelo. Franco

Il filo del mattino

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di Franco Acri Il filo del mattino Ogni mattina, tra le otto e le nove, il telefono vibra sul tavolo. Il cuore si quieta solo quando sullo schermo compaiono i nomi giusti: Gianfranco o Andrea. Se un giorno quel segnale dovesse mancare, il silenzio non sarebbe un’assenza, ma una minaccia. In un mondo che scivola all’indietro, quelle chiamate sono l’unico ormeggio rimasto. Ci sentiamo per farci coraggio. La situazione globale pesa come un macigno e la voce, dall’altra parte, non sa mentire. «Hai visto?» dice Gianfranco, senza preamboli. «Hanno dato il Nobel per la Pace a quell’imprenditore che voleva comprarsi la Groenlandia. O forse era quello per l’Economia. Ormai confondo i premi con le aste online.» «No, quello è l’altro,» rispondo. «Quello che dice che la NATO è superata e che basterebbe un abbonamento Prime. Difesa garantita in ventiquattro ore, droni inclusi.» Ridiamo. È una risata che brucia, sa di sale. Ridere serve a non cedere, ma l’incrinatura nella voce dell’amico racconta c...

Un Manuale di "Democrazia" alla Piantedosi: Velo Squarciato, Giudici Zittiti e Solidarietà Criminalizzata

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  di Franco Acri Caso Hannoun Ebbene sì, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ci ha fatto di nuovo il dono della sua profondissima analisi politica. In un’aula parlamentare trasformata in palcoscenico per un monologo governativo, abbiamo appreso le nuove, rivoluzionarie dottrine della sicurezza nazionale. Lezione N.1: La Cooperazione Internazionale (Quando Fa Comodo) Il caso Genova, ci spiega il Ministro, si regge sul "fattivo contributo fondamentale" di 266 documenti inviati spontaneamente da Israele. Documenti in cui le stesse autorità israeliane avvertono: delle prove raccolte "sul campo di battaglia" non è possibile determinarne "né l’accuratezza né la precisione". Un dettaglio di poca importanza, evidentemente. Ciò che conta è il gesto di amicizia internazionale, un pacco-regalo di prove  non verificabili  che diventano la colonna portante di un’operazione che porta ad arresti e a un coro governativo trionfante. L'ironia è deliziosa: si ...

Giustizia a Rate: il Processo Cutro fa Pausa per Problemi di "Palcoscenico"

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  di Franco Acri Giustizia a Rate: il Processo Cutro fa Pausa per Problemi di "Palcoscenico" Tribunale di Crotone  – La tanto attesa prima del processo per la strage di Cutro, con i suoi 94 attori deceduti (35 in ruoli da minorenne), è stata un trionfo di burocrazia. L'aula 1 ha offerto una performance straordinaria: nessuna istruttoria, solo un elegante rinvio per "problemi sulla composizione del collegio giudicante". Una scelta registica raffinata. Perché risolvere in fretta un caso di morti in mare quando si può creare un serial giudiziario? In attesa della prossima puntata, sul banco degli imputati sei gentiluomini in divisa (quattro della Finanza, due della Costiera) si godono una pausa. I reati? Naufragio e omicidio colposo plurimo. Dettagli. La Procura insiste su noiosi tecnicismi: "negligenze, sottovalutazioni, ritardi". Ma si sa, nella macchina dello Stato, i tempi sono sempre  relativi : un ritardo amministrativo è un dettaglio, un ritard...

POCHE COSE

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    POCHE COSE Frammenti di vita ascoltata di Franco Acri   NOTA DELL’AUTORE Questa raccolta di poesie non è solo un esercizio di osservazione, ma il tentativo di abitare la giusta dimensione delle cose: una misura che si conquista solo con la maturità. Nasce dal desiderio di fermare ciò che passa — i gesti minimi, le pause tra un respiro e l’altro, le geometrie dell’attesa — ma anche di dare voce allo spazio interiore dove il tempo non scorre in linea retta, ma si accumula come polvere al sole. Come architetto ho imparato a misurare lo spazio esterno; qui ho scoperto che la vera misura dell’esistere non è nel possesso né nel confine, ma nella capacità di abitare il largo: uno spazio interiore che accoglie il mutamento, la luce, le stagioni. Tra queste pagine si muovono paesaggi interiori e architetture affettive: ci sono amori che vegliano, amicizie che attraversano il tempo, ritorni che non coincidono mai con l’andare. Sono nato in Calabria, nella valle...