Materia e memoria
Materia e memoria Poesie di Franco Acri Nota d’autore All’inizio osservavo da fuori. Poi, piano piano, il paesaggio ha cominciato a restituire qualcosa: le geometrie delle strade, la grana dei muri, la spinta verticale del campanile, il profilo immutabile del Monte Camino all’orizzonte. Sono luoghi che attraverso da quindici anni, da quando ho scelto di abitare a Galluccio, percorrendoli in moto o a piedi, fermandomi sulle pietre ad ascoltare il vento. A un certo punto ho capito: non ero io a cercarli, ma loro a cercare me. Ho iniziato a scrivere quando mi sono accorto che un mondo stava sbiadendo. Le mie radici sono calabresi, ed è da quella terra aspra e luminosa che porto con me il senso di un tempo fatto di pazienza e di gesti ripetuti. Non parlo solo dei mestieri antichi – il sarto, il barbiere – o dei borghi che si svuotano di voci. Parlo di un modo di abitare il tempo che era la norma nella mia infanzia. Quel mondo non è perduto: è depositato in me, nella memoria tatt...