Claudio
Claudio L’ho rivisto in paese, Claudio, quest'estate. I capelli se ne sono andati e ha una barba lunga, un’immagine nuova a cui non ero abituato. Gli occhi, però, sono rimasti quelli di sempre: svegli, espressivi, capaci di parlarmi ancora prima che apra bocca. Vederlo è stato come scoperchiare una scatola del tempo. In un attimo sono tornato al quartiere, a quelle giornate trascorse seduti su un muretto a sognare un mondo che ci sembrava ancora in bianco e nero. Avevamo molte cose in comune, lentiggini a parte: la fame di lettura, i quotidiani, la Settimana Enigmistica e, sopra ogni cosa, la Formula 1. Mentre restavamo piantati su quell’acciottolato di pietre tra i vicoli, la nostra mente correva con i bolidi: Ferrari, McLaren, Lotus. I piloti erano i nostri veri eroi. La casa di Claudio era raggiungibile attraverso due percorsi. Sceglievo sempre il più breve, perché nascondeva un segreto: un giardino che profumava di limoni tutto l’anno. Per sbirciarvi dentro bisognava affaccia...