Cronache dal Bar Paradiso
Franco Acri A San Clemente di Galluccio il tempo non è una linea retta. È un cerchio. Un cerchio che ruota attorno alla facciata della chiesa e ai tavolini del bar. Lo so perché ci giro dentro da anni, come un disco rigato, e ancora non mi sono stufato. Quando torno dallo studio – stanco, intasato di nodi da equilibrare e forze da contrastare – il mio approdo naturale è via Chiesa. È lì che il Bar Paradiso presidia il corridoio più vivo della frazione . Uno spazio vibrante stretto tra la piazza, che respira a pieni polmoni, e l'ombra protettiva della parrocchia. Praticamente tra Dio e il mondo. Un posto dove puoi peccare con la coscienza a posto, perché tanto il campanile ti guarda e non dice niente. Al mattino, il sole compie un rito di precisione maniacale: illumina prima la facciata della chiesa, poi gira sulla cortina delle case in tufo. Una carezza dorata che risveglia gli intonaci e scalda il gazebo in ferro. Al mio arrivo, però, il sole è già scivolato dietro la chie...