Mare Nostrum, Discarica Nostra: Il Metodo Perfetto per Smaltire le Voci di Bilancio Scomode
di Franco Acri
Ecco la formula vincente, finalmente cristallina: se un problema non ha valore di mercato, semplicemente si cancella dalla contabilità. Meglio ancora se a farlo è il mare, con la sua imperturbabile efficienza ecologica. L'ultimo bilancio trimestrale dal Mediterraneo è, in questo senso, esemplare.
Nuovi asset sono stati brillantemente declassati: un lotto di almeno 51 unità al largo della Libia, un pacchetto da 50 partito dalla Tunisia, e qualche unità difettosa – incluso un paio di gemelle di un anno – arrivata fredda a Lampedusa. Dettagli tecnici. La tempesta perfetta, il ciclone Harry, ha funto da ottimo consulente esterno, accelerando le procedure di smaltimento.
Il sistema funziona a meraviglia. Da una parte, i trafficanti – i nostri subappaltatori nell'ombra – forniscono il materiale grezzo su imbarcazioni programmate per l'autodistruzione. Dall'altra, le nostre istituzioni perfezionano l'arte del non-intervento: le motovedette pattugliano confini giuridici, non onde; le ONG soccorritrici vengono imbavagliate da decreti; i ministri festeggiano i grafici in discesa. Il risultato? Una sinergia letale che trasforma un flusso umano in un problema di aritmetica: se i numeri calano, vinciamo. I corpi in fondo al mare sono semplicemente voci cancellate dal registro attivo. A cosa serve recuperarli? Sarebbe un inutile costo aggiuntivo per una merce il cui prezzo, come saggiamente osservato da alcuni filosofi del mattone, è crollato a zero. Difficili da piazzare, impossibili da rivendere.
La genialità sta nella desensibilizzazione progressiva. "Migranti"? Troppo umano. "Richiedenti asilo"? Troppo giuridico. Ora sono "sbarchi", "flussi", "numeri". Persino la morte è stata degradata a "effetto collaterale", un termine così pulito, così asettico, che non sporca nemmeno la coscienza.
E noi, fortunati azionisti di questo sistema, nati nel posto giusto per puro caso statistico, possiamo dormire sonni tranquilli. I nostri privilegi sono al sicuro, protetti non da muri d'acciaio, ma da un muro molto più solido: l'indifferenza calcolata. Brindiamo al calo degli sbarchi, mentre il nostro mare – un tempo culla di civiltà – si è trasformato nella discarica a cielo aperto più cinica della storia. È il trionfo definitivo della contabilità sulla coscienza. E il bilancio, almeno quello politico, è più che in pareggio.
Chi se ne importa se, con un capriccio della storia, potremmo domani ritrovarci noi stessi nella categoria "merce senza valore"? È un pensiero antisportivo. Per ora, la logica è ferrea: tutto ciò che non ha prezzo, può affondare. E il Mediterraneo obbedisce, silenzioso e compiacente liquidatore.
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