Un Manuale di "Democrazia" alla Piantedosi: Velo Squarciato, Giudici Zittiti e Solidarietà Criminalizzata

 



di Franco Acri

Caso Hannoun


Ebbene sì, il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ci ha fatto di nuovo il dono della sua profondissima analisi politica. In un’aula parlamentare trasformata in palcoscenico per un monologo governativo, abbiamo appreso le nuove, rivoluzionarie dottrine della sicurezza nazionale.

Lezione N.1: La Cooperazione Internazionale (Quando Fa Comodo)
Il caso Genova, ci spiega il Ministro, si regge sul "fattivo contributo fondamentale" di 266 documenti inviati spontaneamente da Israele. Documenti in cui le stesse autorità israeliane avvertono: delle prove raccolte "sul campo di battaglia" non è possibile determinarne "né l’accuratezza né la precisione". Un dettaglio di poca importanza, evidentemente. Ciò che conta è il gesto di amicizia internazionale, un pacco-regalo di prove non verificabili che diventano la colonna portante di un’operazione che porta ad arresti e a un coro governativo trionfante. L'ironia è deliziosa: si erige un castello accusatorio con mattoni che i fornitori stessi definiscono friabili. Ma chi si ferma a questi tecnicismi da guastafeste?

Lezione N.2: Squarciare il Velo (Sulla Solidarietà)
Ecco il primo "spunto di riflessione" del Ministro: l’indagine ha "squarciato il velo" su attività di solidarietà "dirottate per finalità di terrorismo". Attenzione alla semantica del potere: non si indaga su possibili deviazioni, si "squarcia un velo". Un'immagine potente, che evoca l'inganno e la scoperta di una verità nascosta. E questa verità, annunciata con la "doverosa presunzione di innocenza" (pronunciata come un fastidioso obbligo di legge da sbrigare in fretta), è in realtà un attacco politico in piena regola. Il bersaglio? Le opposizioni e i movimenti che hanno avuto la colpa imperdonabile di incontrare degli indagati. La solidarietà con il popolo palestinese diventa, per definizione governativa, un'attività sospetta, un "velo" da squarciare. La campagna di propaganda è servita: criminalizzare il più grande movimento di massa degli ultimi vent'anni, trasformando una causa umanitaria in un covo di fiancheggiatori.

Lezione N.3: L'Eccellenza (Nell'Ignorare i Giudici)
Il secondo spunto è l'autocelebrazione: "eccellente qualità dei nostri apparati investigativi" e "pieno utilizzo dell’efficace apparato tecnico-giuridico". Traduzione: abbiamo degli ottimi strumenti per fare ciò che vogliamo. L'esempio lampante è il caso dell'imam di Torino, Mohamed Shahin, espulso per decreto ministeriale, con la sentenza poi annullata dalla Corte d'Appello. Cosa fa un governo che rispetta i contrapposti poteri? Accetta la decisione della magistratura. Cosa fa questo governo? La Corte di Cassazione, su ricorso del Viminale, annulla la sentenza e rimanda il giudizio. E il Ministro lo cita come un vanto, mentre la Premier Meloni attacca apertamente la magistratura, colpevole di "vanificare il lavoro del governo". Il copione è chiaro: se i giudici genovesi domani rimettessero in libertà qualcuno, si scatenerà di nuovo l'attacco ai "togati" che ostacolano il volere dell'Esecutivo. Ogni contrappeso è odioso. La democrazia, con le sue lentezze e garanzie, è un impiccio.

La Parata dei Populisti in Guanti "Legali"
Questo è il ritratto di un esecutivo post-fascista che della democrazia ama solo la facciata. Ne calpesta l'anima: la dialettica, il dissenso, la separazione dei poteri, la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva. Il "capo solitario che decide" (o la coppia che comanda) non sopporta voci fuori dal coro: giudici che controllano, giornalisti che indagano, manifestazioni che esprimono dissenso, movimenti che praticano solidarietà internazionale. Tutto è ridotto a "propaganda" nemica o a "vicinanza ideologica" a personaggi loschi.

E mentre il mondo guarda a Gaza con orrore, l'unica cosa che questo governo sa fare è usare un'indagine giudiziaria – basata su prove non verificabili fornite da un governo straniero in conflitto – per una campagna diffamatoria interna. Vogliono disintegrare l'onda di umanità che si è levata. Vogliono far credere che chi si preoccupa delle vittime civili sia un fiancheggiatore del terrore.

Come ha detto il deputato Grimaldi (Avs), è la strada della propaganda, scelta prima ancora che la giustizia si esprima. Una propaganda pericolosa, che avvelena il dibattito pubblico e svuota le garanzie democratiche conquistate, come ricordiamo, "con dure lotte e la perdita di milioni di esseri umani".

Il velo che viene squarciato, Ministro Piantedosi, non è quello della solidarietà. È quello sulla vera natura di un potere che della democrazia ha solo il nome, e che ne sta smantellando, con un sorriso glaciale e toni da sacrestia, ogni fondamento.

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