La Giornata dei Due Mari
È una di quelle giornate che ti restano dentro, come un tatuaggio inciso sulla memoria. Ero in auto, con Gianfranco al volante, e in testa avevamo un piano ambizioso, quasi folle: un doppio appuntamento con delle ragazze lo stesso giorno, ma ai due estremi della Calabria. Sul Tirreno al mattino e sullo Ionio all'imbrunire. Fu una corsa contro il tempo e, letteralmente, contro il girare del sole. Ci perdemmo l'alba e il tramonto, sacrificati sull'altare di quell'ardita promessa. Di quel giorno, a parte il tragitto in macchina, ogni cosa si è fatta tenue, quasi svanita. Ricordo bene il viaggio della mattina: il respiro trattenuto uscendo dalle gallerie, come un otturatore che scatta e cattura un frammento di mondo. E poi, l'immensità improvvisa quando eravamo sospesi su un viadotto, il mare sotto, la bellezza che ti mozza il fiato. Paesaggi da cartolina, brividi che ancora oggi non so descrivere. Eppure, in fondo eravamo solo due calabresi convinti di conoscere a memo...