Davanti a un Campari
Davanti a un Campari
ci siamo aperti
come non accadeva da tempo.
Da Napoli a San Donato
tutto era cambiato:
luoghi, storie, assenze…
ma non lo Spirito —
che al secondo giro
brillava più forte di allora.
Ecco noi,
nudi nella verità degli anni:
il Pezzo,
intelligenza che si tocca,
battuta che taglia senza ferire;
il Professore,
autentico, originale,
mai riciclato;
io, Farfalla,
che mi commuovo facile
e mi nutro del prossimo.
Il tempo si piega,
diventa curvo,
si lascia attraversare.
Il luogo non è più quello,
ma quello dei racconti,
dei ricordi,
delle faccine,
dei personaggi veri e inventati —
Benefazio, Mezzatempia, Bufaraldina…
Poi ci ritroviamo
a piazzetta Nilo,
con gli occhi di chi
non c’è più.
Parliamo con loro,
ridiamo con loro,
come se il tempo
non fosse mai passato.
Ci salutiamo
con la promessa di rivederci,
e uno scatto,
un selfie a fermare l’eterno.
E in auto,
nel viaggio di ritorno,
per un attimo penso:
vederci spesso
ci allungherebbe troppo la vita.
Perché quando ci vediamo
spazio e tempo
non contano più.
Franco
Commenti
Posta un commento