Dove avevamo lasciato tutto
Dove avevamo lasciato tutto di Franco Acri Estate, fine anni Novanta. Ero uno studente — ormai fuori corso — di Architettura alla Federico II di Napoli. Mi trovavo a casa, in via San Gregorio Armeno, quando squillò il telefono. «Pronto?» «Ciao, sono Leonardo», disse una voce che non sentivo da anni. «Ciao! Che sorpresa! Da quanto tempo!» «Ho chiesto il tuo numero a zio Peppe. Anche lui era sorpreso e contento. Tuo padre, poi, è sempre lo stesso: quando gli ho chiesto di te, mi ha risposto con uno dei suoi soliti aforismi.» Sorrisi. «Sai, Leo, ho davvero voglia di rivederti.» «Anch’io. Ho bisogno di raccontarti alcune cose... pesanti. Mi sento perso. E in certi momenti hai bisogno di parlare con chi conosce le tue radici.» «Alle 13:10 parte un treno per Cosenza. Se mi vieni a prendere, ci vediamo in stazione prima delle 18.» «Perfetto. Ti aspetto.» Preparai una borsa con lo stretto necessario. In treno, aprii Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. L’avevo g...