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Silenzio che sa

Il silenzio che sa Da quando per te il suono è divenuto un peso, non godo più del vento sovrano, del mare che geme, della pioggia che scrive lente ballate nelle notti inquiete. Mi vergogno persino del battito d’ali, di quel lieve fruscio che incide il cielo, mentre tu, nel tuo ascolto sommesso, sai cose che il mondo ignora. Perché non è il rumore a svelare i segreti, ma il silenzio che sa, che raccoglie e custodisce, che fa dell’anima la sua eco più vera. Franco 

Febbraio sotto le coperte

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  Mi sveglio avvolto dal tuo profumo , un’eco dolce sulla pelle, un ricordo primordiale che mi tiene saldo, mi quieta. Davanti ai miei occhi la tua silhouette , ombra dei tempi andati, sempre più bella, dentro quella camicia da notte che racconta di noi. Ti alzi, e il letto sbiadisce, resta il tepore, resta il desiderio che si allunga come un’ombra nel mattino. Resto qui, immerso nella tua assenza, nel calore che ancora mi sfiora, nel sogno ad occhi aperti di un ritorno che già mi appartiene. Ti aspetto, fiducioso, come non accadeva da tempo, nell’ inverno che bussa ai vetri mentre dentro è già primavera . E quando tornerai, sarà un abbraccio a sciogliere il freddo, sarà l’amore, palpabile, a darmi la forza di ogni domani. Franco 

L'ombra del tempio

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  In certi momenti mi scopro fragile, un sistema trilitico , disarmonico di fronte alla tempesta che l’oggi impone. Metope e triglifi si susseguono, spezzati, tremano sotto l’arco orgoglioso, sotto volte che il tempo ha saputo plasmare. Il nostro amore è un tempio greco , un’architettura ormai sbiadita, dove gli ornamenti vivono solo nell’immaginazione. Eppure, l’ombra che proietta è poesia intatta, un gioco di luci e silenzi che sulla terra racconta ciò che il cielo ancora conserva. Franco

Mantegna, Maestro di Pietra

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Mantegna, Maestro di Pietra Nel marmo delle tele, si scolpisce il tempo, linee diagonali e chiaroscuro danzano in eterno.   Il classicismo si fa carne, figure petrose, teatrali , un mondo di rocce e di luce, prospettiva che si apre in volo.   Tra cerchio e quadrato, nella Camera degli Sposi , sognano gli angeli affacciati, nel buio del tempo, il silenzio.   Cristo giace, il tempo si ferma, ombra e luce in un abbraccio eterno, il marmo parla, sussurra vita, una poetica di pietra, senza fine. Franco

Pedalate di ieri e di oggi

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Pensavo fosse una semplice scampagnata in bici, così ho accettato l'invito. Ho tirato fuori la mia vecchia mountain bike: un telaio in ferro dai colori improbabili, con i cerchi in alluminio e freni a pattini. Insomma, una di quelle biciclette economiche che si compravano nei grandi magazzini. Quando sono arrivato al punto di ritrovo, però, mi sono sentito subito fuori posto. Le persone che mi avevano invitato sembravano uscite da una competizione professionistica: caschi aerodinamici, occhiali specchiati, tute tecniche aderenti dai colori sgargianti e impeccabili. E le biciclette... beh, chiamarle biciclette era riduttivo. Erano bolidi di ultima generazione, leggeri come piume, in carbonio e tecnologia avanzata, con cambi elettronici e geometrie studiate per fendere l'aria. Mi guardavo intorno con un misto di smarrimento e ironia. La mia umile mountain bike, con i suoi anni e l’aspetto vissuto, sembrava un reperto da museo in mezzo a quei gioielli tecnologici. Mi chiedevo quan...

Dentro l'abbondanza di Botero

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                                                                                                      Roma, 28/12/2024 Dentro l'abbondanza di Botero Roma , dove l'urbanistica si fonde alla storia,  io, fuori al Palazzo Bonaparte , osservo le grate, due stampe su tele, la mostra fissata nel ferro. Virginia e Beatrice scivolano nel tempo,  in taxi, verso il nostro incontro. Mia moglie e mia figlia, in fila per un frammento d'eterno, attendono il Maestro. Io, perso nel tridente della città,  sento echi di discorsi nefasti, ombre di un passato che stride con la bellezza rivoluzionaria. Dentro, infine, il mondo si espande,  le mani del Maestro accolgono nudi abbondanti, pennellate larghe, ombre lievi, e tutto si allarga:...

Poche cose mi porto dietro

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  Poche cose mi porto dietro, una borsa leggera di vita vissuta. La più preziosa è l’amicizia, quella che non pesa, ma riempie il cuore. Non costa nulla, eppure chiede tutto: empatia , pazienza, un pezzo di sé da donare. Cosa sarei senza di loro, difficile immaginarlo. Ricordi intrecciati a sogni, esperienze che profumano di tempo. Li ho vissuti, li vivo ancora, passando frammenti di me a chi cammina accanto. Non riesco a pensare un altro modo di esistere. Franco