Dentro l'abbondanza di Botero
Roma, 28/12/2024
Dentro l'abbondanza di Botero
Roma, dove l'urbanistica si fonde alla storia,
io, fuori al Palazzo Bonaparte,
osservo le grate, due stampe su tele,
la mostra fissata nel ferro.
Virginia e Beatrice scivolano nel tempo,
in taxi, verso il nostro incontro.
Mia moglie e mia figlia,
in fila per un frammento d'eterno,
attendono il Maestro.
Io, perso nel tridente della città,
sento echi di discorsi nefasti,
ombre di un passato che stride
con la bellezza rivoluzionaria.
Dentro, infine, il mondo si espande,
le mani del Maestro accolgono nudi abbondanti,
pennellate larghe, ombre lievi,
e tutto si allarga:
frutta, fiori, sogni, potere.
Un Cristo in croce, una Madonna col bambino,
ecco la tradizione, ecco la denuncia,
la Colombia nella carne,
il peso della povertà e della guerra,
la corruzione gigante, palpabile.
Tra quelle tele, i codici di Giotto e Masaccio,
le proporzioni perfette dell'Umanesimo
si dissolvono in una narrativa
che non chiede misura,
ma un cuore aperto.
E alla fine del percorso,
scendendo i gradini,
lascio le stanze con un'anima piena.
L'arte non ha confini,
e le sue verità,
anche ingigantite,
diventano universali.
Franco
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