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L'ombra del tempio

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  In certi momenti mi scopro fragile, un sistema trilitico , disarmonico di fronte alla tempesta che l’oggi impone. Metope e triglifi si susseguono, spezzati, tremano sotto l’arco orgoglioso, sotto volte che il tempo ha saputo plasmare. Il nostro amore è un tempio greco , un’architettura ormai sbiadita, dove gli ornamenti vivono solo nell’immaginazione. Eppure, l’ombra che proietta è poesia intatta, un gioco di luci e silenzi che sulla terra racconta ciò che il cielo ancora conserva. Franco

Mantegna, Maestro di Pietra

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Mantegna, Maestro di Pietra Nel marmo delle tele, si scolpisce il tempo, linee diagonali e chiaroscuro danzano in eterno.   Il classicismo si fa carne, figure petrose, teatrali , un mondo di rocce e di luce, prospettiva che si apre in volo.   Tra cerchio e quadrato, nella Camera degli Sposi , sognano gli angeli affacciati, nel buio del tempo, il silenzio.   Cristo giace, il tempo si ferma, ombra e luce in un abbraccio eterno, il marmo parla, sussurra vita, una poetica di pietra, senza fine. Franco

Pedalate di ieri e di oggi

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Pensavo fosse una semplice scampagnata in bici, così ho accettato l'invito. Ho tirato fuori la mia vecchia mountain bike: un telaio in ferro dai colori improbabili, con i cerchi in alluminio e freni a pattini. Insomma, una di quelle biciclette economiche che si compravano nei grandi magazzini. Quando sono arrivato al punto di ritrovo, però, mi sono sentito subito fuori posto. Le persone che mi avevano invitato sembravano uscite da una competizione professionistica: caschi aerodinamici, occhiali specchiati, tute tecniche aderenti dai colori sgargianti e impeccabili. E le biciclette... beh, chiamarle biciclette era riduttivo. Erano bolidi di ultima generazione, leggeri come piume, in carbonio e tecnologia avanzata, con cambi elettronici e geometrie studiate per fendere l'aria. Mi guardavo intorno con un misto di smarrimento e ironia. La mia umile mountain bike, con i suoi anni e l’aspetto vissuto, sembrava un reperto da museo in mezzo a quei gioielli tecnologici. Mi chiedevo quan...

Dentro l'abbondanza di Botero

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                                                                                                      Roma, 28/12/2024 Dentro l'abbondanza di Botero Roma , dove l'urbanistica si fonde alla storia,  io, fuori al Palazzo Bonaparte , osservo le grate, due stampe su tele, la mostra fissata nel ferro. Virginia e Beatrice scivolano nel tempo,  in taxi, verso il nostro incontro. Mia moglie e mia figlia, in fila per un frammento d'eterno, attendono il Maestro. Io, perso nel tridente della città,  sento echi di discorsi nefasti, ombre di un passato che stride con la bellezza rivoluzionaria. Dentro, infine, il mondo si espande,  le mani del Maestro accolgono nudi abbondanti, pennellate larghe, ombre lievi, e tutto si allarga:...

Poche cose mi porto dietro

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  Poche cose mi porto dietro, una borsa leggera di vita vissuta. La più preziosa è l’amicizia, quella che non pesa, ma riempie il cuore. Non costa nulla, eppure chiede tutto: empatia , pazienza, un pezzo di sé da donare. Cosa sarei senza di loro, difficile immaginarlo. Ricordi intrecciati a sogni, esperienze che profumano di tempo. Li ho vissuti, li vivo ancora, passando frammenti di me a chi cammina accanto. Non riesco a pensare un altro modo di esistere. Franco    

Generali di Baj risorgono

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Tra vetri rotti e memorie di carta, i generali di Baj tornano in vita. Non più su stoffe dipinte a olio,  ma in carne ed ossa, riportati in auge da un nuovo condottiero. Salvini, il nome che risuona come un’eco, sventola la bandiera di un passato che non vuole morire. I suoi cannoni sparano parole di odio,  frammentando l'Europa con ideologie di un tempo. Baj, maestro del collage e della satira, ora osserva impotente questo teatrino grottesco. I suoi generali, un tempo marionette ironiche, ora sono marionette di potere,  mosse da un burattinaio cinico. Pinelli, l'anarchico idealista, vola via tra i frammenti di vetro,  cercando un rifugio in un museo illusorio. Ma l'arte non può fermare l'onda nera che avanza, non può svegliare le coscienze assopite. Resta solo il silenzio assordante della storia, che osserva impotente il ripetersi degli stessi errori. E Baj, con i suoi generali deformi e grotteschi, ci ammonisce: la memoria è fragile, la libertà va difesa. Perché qu...

Riflessioni e Speranze: Il Concerto dei Nomadi a San Clemente di Galluccio

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                                            Ieri sera, la piazza di San Clemente di Galluccio si è riempita di voci, emozioni e pensieri grazie al grande concerto dei Nomadi. Non è stata solo una serata di musica, ma un’occasione di riflessione collettiva, in cui temi profondi sono emersi attraverso le note e i testi della storica band. La folla, unita dalla passione per la musica e dai messaggi sociali dei Nomadi, ha cantato insieme, come un unico grande coro. Le persone presenti non erano solo spettatori, ma partecipanti attivi, profondamente coinvolti nell’esperienza, creando un'armonia che andava oltre il semplice suono. Ciò che ha colpito di più è stata l’atmosfera di rispetto e umanità che si respirava. Persone che si scusavano semplicemente per essersi messe davanti a qualcun altro, sguardi di complicità e condivisione. Sembrava quasi che, per una sera, ci fossimo d...