Generali di Baj risorgono






Tra vetri rotti e memorie di carta,

i generali di Baj tornano in vita.
Non più su stoffe dipinte a olio, 
ma in carne ed ossa,
riportati in auge da un nuovo condottiero.

Salvini, il nome che risuona come un’eco,
sventola la bandiera di un passato che non vuole morire.
I suoi cannoni sparano parole di odio, 
frammentando l'Europa con ideologie di un tempo.

Baj, maestro del collage e della satira,
ora osserva impotente questo teatrino grottesco.
I suoi generali, un tempo marionette ironiche,
ora sono marionette di potere, 
mosse da un burattinaio cinico.

Pinelli, l'anarchico idealista,
vola via tra i frammenti di vetro, 
cercando un rifugio in un museo illusorio.
Ma l'arte non può fermare l'onda nera che avanza,
non può svegliare le coscienze assopite.

Resta solo il silenzio assordante della storia,
che osserva impotente il ripetersi degli stessi errori.
E Baj, con i suoi generali deformi e grotteschi,
ci ammonisce: la memoria è fragile, la libertà va difesa.

Perché quando i generali risorgono dai loro quadri,
è l'umanità intera ad essere in pericolo.

Franco 





Commenti

Post popolari in questo blog

Alla Bottega di Nonna Elena, un candidato che parla (finalmente) di politica

Quartiere dell’anima Il filo e la pietra