L’Europa al bivio: il ruggito di Sánchez contro il ritorno dei nuovi colonialisti

 




di Franco Acri

Mentre Madrid riscopre la dignità del "No alla guerra", il resto del Continente sembra paralizzato dal timore reverenziale verso il nuovo asse populista. È tempo che l'Europa scenda in piazza per rivendicare una visione socialista contro la barbarie del capitale e della forza.

C'è un filo rosso che lega le macerie di Baghdad ai venti di guerra che oggi soffiano da Washington e Tel Aviv. Un filo che Pedro Sánchez, con un discorso che profuma di dignità e memoria storica, ha deciso di recidere. Il premier spagnolo ha evocato il fantasma del 2003 non per nostalgia, ma per un’urgenza etica: opporsi alla cieca obbedienza servile verso un’America che non riconosciamo più.

La dottrina del caos: Trump, Netanyahu e il silenzio dei complici

Siamo di fronte a una deriva pericolosa. Donald Trump e Benjamin Netanyahu sembrano uniti dallo stesso destino cinico: alimentare conflitti esterni per soffocare il dissenso interno e mantenere una supremazia vacillante. La minaccia di un embargo commerciale, sussurrata nello Studio Ovale davanti a un cancelliere tedesco Merz imbarazzantemente accondiscendente, è il volto moderno del vecchio colonialismo.

Non si tratta più di democrazia, ma di universalismo finanziario: un sistema dove le bombe servono a proteggere i mercati e dove la vita umana è solo una variabile statistica.

Il fallimento del capitalismo selvaggio

Le destre europee, incarnate dalle grida scomposte di Isabel Díaz Ayuso, accusano di "ingenuità" chiunque si rifiuti di farsi trascinare nel baratro. Ma chi è davvero l'ingenuo?

  • È ingenuo chi crede che la democrazia fiorisca dalle macerie.

  • È ingenuo chi pensa che il capitalismo senza regole possa garantire la pace.

  • È ingenuo chi confonde la solidarietà atlantica con il vassallaggio militare.

La verità è che la destra globale sta applicando le vecchie logiche del secolo scorso. Vogliono risolvere i problemi con la sola arma che conoscono: la forza bruta. I mercati, al contrario, avrebbero bisogno di regole certe e stabilità, non della roulette russa giocata sulla pelle di milioni di persone.

Per un’Europa socialista e sovrana

La posizione di Madrid non è isolata nel sentire dei popoli, ma lo è tragicamente nei palazzi del potere. Dov’è la solidarietà europea quando un partner viene minacciato? Il silenzio di Berlino è assordante e indigna.

L’Europa deve svegliarsi. La vera forza oggi risiede nella visione socialista: quella che mette il diritto internazionale sopra l'interesse di bottega, che preferisce la diplomazia all'embargo e che riconosce nel benessere collettivo l'unico vero antidoto alla guerra.

«Non saremo complici di una cosa cattiva per il mondo solo per paura delle rappresaglie», ha detto Sánchez.

Queste parole dovrebbero diventare il manifesto di una nuova resistenza europea. È ora che i cittadini scendano nelle piazze, che l’Europa rivendichi la propria autonomia e prenda le distanze da leader che giocano con il fuoco del conflitto globale per alimentare il proprio ego politico. Se non ora, quando?



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