Il Processo al Processo (Edizione della Farsa)

 



di Franco Acri

"In Italia la linea più breve tra due punti è l'arabesco." (Ennio Flaiano)

Oggi, però, l’arabesco è diventato un labirinto legislativo progettato da chi ha confuso il Codice Penale con un fastidioso regolamento condominiale. Li guardi in televisione e capisci che Flaiano aveva ragione: oggi il cretino non è solo istintivo, è specializzato. Ha studiato nei talk show, ha preso il master in vittimismo e ora siede sugli scranni più alti brandendo la "riforma" come se fosse il Santo Graal, mentre somiglia più a un mazzo di carte segnate.

La Recita del Guardasigilli

Al centro del palcoscenico c'è lui, il Ministro Nordio. Un uomo che sembra uscito da un circolo Pickwick rimasto troppo a lungo sotto il sole di luglio. Con quel tono da oracolo decaduto, ci spiega che la giustizia italiana è un’anomalia mondiale. E ha ragione, poveretto: l'anomalia è che in un Paese normale un Ministro della Giustizia dovrebbe occuparsi di far funzionare i tribunali, non di fare il consulente legale per la difesa di un’intera classe politica.

Sentirlo parlare è come assistere a una barzelletta che non fa ridere, ma che dura tre legislature. Parla di "garantismo" con la stessa credibilità con cui un lupo promuoverebbe la dieta vegana tra le pecore. Il suo garantismo è selettivo: feroce con chi ruba un pollo, commosso e protettivo con chi svuota i forzieri dello Stato.

Una Classe Dirigente "Oltre lo Scadente"

Ma il problema non è solo il solista, è tutta l'orchestra. Questa destra al potere non è nemmeno "scadente" – termine che presuppone comunque l'esistenza di un prodotto originale di qualità. Qui siamo nel regno del surreale. È una classe dirigente che viaggia in prima classe ma ha la mentalità del passeggero che cerca di non pagare il biglietto e, quando il controllore lo becca, urla alla persecuzione politica.

·         Il PM col guinzaglio: Per loro, il Pubblico Ministero non è un magistrato, è un impiccione. Uno che non ha capito le gerarchie sociali. La "separazione delle carriere" è il loro capolavoro: vogliono che il giudice sia un monaco isolato dal mondo e il PM un impiegato del catasto con la museruola, possibilmente sotto il controllo del Governo.

·         La mossa del cavallo (o dell'asino): Mentre il cittadino aspetta decenni per una causa civile, loro si affannano a cancellare l'abuso d'ufficio. Perché, si sa, la vera emergenza nazionale non è la sanità che crolla o il lavoro che manca, ma il povero sindaco che non può più favorire il cugino senza che qualche "toga rossa" metta il naso nei documenti.

Il Mandato Popolare come Licenza di Scasso

Il ritornello è sempre lo stesso: "Ci hanno votato". Come se il voto fosse un'indulgenza plenaria retroattiva e futura. In Italia abbiamo inventato il concetto di Democrazia all’Autogrill: prendi quello che vuoi, tanto hai la tessera fedeltà del "mandato popolare". Se un magistrato applica la legge a un politico, non è giustizia: è un colpo di Stato bianco. È un’invasione di campo.

"La situazione è grave ma non è seria", diceva ancora Flaiano.

Ed è qui che sta la tragedia. Questa riforma non serve a velocizzare i processi, serve a velocizzare l'oblio. È una signora snella che corre velocissima verso la prescrizione, portando in dote il silenzio delle intercettazioni vietate e la paura dei magistrati che, se sbagliano a toccare un potente, finiscono sul lastrico grazie alla responsabilità civile.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Alla Bottega di Nonna Elena, un candidato che parla (finalmente) di politica

Quartiere dell’anima Il filo e la pietra