Dove manca una voce

 Dove manca una voce


Sabato sera.

La casa tiene il silenzio

come un bicchiere mezzo pieno.

Il libro resta aperto,

ma non trattiene nulla.


Altrove, lo so,

la sera ha un altro suono:

calici di gaglioppo,

risate che si appoggiano alle spalle,

nomi chiamati senza peso.


Per un attimo

mi ci infilo anch’io —

in quella luce semplice,

in quel brindisi che non aspetta.


Poi mi fermo.


Perché manca una voce.


La tua.


Ti chiamo da giorni,

ma risponde solo

una distanza che non conosco.


Con gli altri il mondo si misura,

si racconta, si divide.

Con te restava leggero,

anche quando non lo era.


Ora no.


Ora ogni pensiero

cresce senza argini,

si fa più grande

solo perché è solo.


Allora immagino:

ti parlo,

verso un altro bicchiere,

faccio spazio alla tua risposta.


Ma l’immaginazione

non alleggerisce davvero.


Resta questo brindisi a metà,

questa sera che non si chiude.


Più tardi richiamo.

O forse

aspetto che sia il silenzio

a finire.


Franco 

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