L’argilla e la forma

 





L’argilla e la forma


Un foglio.

Pochi tratti,

geometrie in cerca di un centro,

lettere che esitano nel vuoto.


Poi il tornio della memoria riprende a girare:

sento l’argilla che cede,

materia che si arrende alle dita.

Si apre, si dilata, si chiude—

un ritmo cieco,

un respiro senza nome.


Le mani scivolano sui fianchi dell’idea,

eccitano la forma, le danno peso e calore,

finché smette di essere solo materia.


Diventa lei:

la schiena contro la luce,

le braccia perse nei capelli,

la gonna appoggiata al davanzale.


Un corpo fatto di terra e di vento,

con due tasche accoglienti

dove nascondere il mondo.


Franco



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