La spiaggia dei dimenticati: 13 cadaveri, zero sbarchi e il trionfo dell’oblio
di Franco Acri
Tredici
corpi in undici giorni. Li hanno contati i giornali locali, i passanti,
qualche studente in gita. A Roma, invece, i pallottolieri sono impegnati in
calcoli più gratificanti: c’è da brindare al calo degli sbarchi. Perché nella
contabilità del potere, un migrante che non tocca terra da vivo non è un
problema, è una statistica vinta.
Tra il 6 e il 17 febbraio, il Tirreno ha svolto il suo
macabro compito di spazzino, restituendo ciò che la politica preferirebbe
tenere sotto il tappeto delle onde. Ieri, tre corpi in un colpo solo. A Tropea, degli studenti hanno
scorto una "macchia nera" tra i flutti: era un uomo. Poco dopo, il
mare ha consegnato una donna. A Paola,
intanto, arrivava un "mezzo busto" — solo gambe e bacino — forse di
un giovane che aveva ancora fretta di arrivare.
L’8 febbraio a Scalea, la salma era così decomposta che l’hanno
scambiata per un arbusto. Il 13, un uomo è affiorato nella Tonnara di Coreca.
In Sicilia siamo a otto: cinque a Pantelleria, gli altri tra San Vito Lo Capo e
Trapani. Ma che importa ormai? Le procure indagano contro ignoti. O forse
contro il mare, colpevole di non rispettare i decreti legge.
Il "Sospetto" e la Scienza dei Sondaggi
"Sospetto siano migranti", sussurrano le
agenzie. Ah, il sospetto. Quella sublime capacità italiana di non chiamare le
cose col loro nome per non sporcare la coscienza. Migranti, profughi, annegati.
Parole che il vocabolario della propaganda sostituisce con
"pressione", "flusso", "target". Termini
idraulici, meno ingombranti di un cadavere che marcisce su una spiaggia
Bandiera Blu.
L’ipotesi scientifica parla del ciclone Harry: venti a 120 km/h e onde assassine a
fine gennaio. La Guardia Costiera aveva segnalato otto barconi partiti da Sfax;
uno solo è arrivato a Lampedusa. Un superstite raccolto da un mercantile ha
parlato di 50 morti. Il collettivo Refugees in Tunisia, che ascolta il pianto dei
parenti, dice almeno mille.
Mille persone inghiottite mentre noi discutevamo di emendamenti. Ma la scienza,
in questo Paese, conta meno dei sondaggi del lunedì.
La Par Condicio della Morte
In questo scenario di umanità naufraga, spicca il caso
dell'Istituto Barlacchi-Lucifero di Crotone. Il preside aveva inizialmente negato
l'autorizzazione per commemorare le vittime di Cutro. Il motivo? "Mancanza di
contraddittorio".
È la nuova frontiera del grottesco: serve un dibattito
equilibrato anche per un minuto di silenzio. Quale sarebbe la tesi opposta alla
morte di ottanta persone, bambini inclusi? Forse bisognava invitare un
portavoce dell'abisso per spiegare le ragioni delle onde? Dopo il richiamo
dell'Ufficio Scolastico, il dirigente ha fatto marcia indietro: la
commemorazione si farà il 25 febbraio. Ma resta il sospetto che in Italia
persino la pietà debba essere autorizzata, bollata e possibilmente
neutralizzata da un parere contrario.
Missione Compiuta: L'Elogio dell'Obitorio
E il governo? Esulta. La premier festeggia i numeri del
2026: gli sbarchi calano, i porti sono chiusi, le ONG sono sotto scacco dal
decreto Piantedosi. Salvare vite è diventato un inciampo burocratico, quasi un
reato.
I corpi, però, non si fermano ai blocchi navali.
Continuano ad arrivare, solo che arrivano già morti. Sono i migranti perfetti:
non chiedono asilo, non fanno ricorsi, non intasano i centri di accoglienza.
Transitano direttamente dal bagnasciuga all'obitorio, poi al cimitero, infine
all'oblio. La Costituzione parla di "doveri inderogabili di solidarietà",
ma è un documento ingiallito che qualcuno cita ancora solo per rovinare la
festa al Viminale.
Reso al Mittente
Il Mediterraneo non è più un cimitero — termine troppo
nobile. È un ufficio postale dei
respinti. Ogni corpo restituito è un pacco con la dicitura "indirizzo
sconosciuto" o "destinatario assente". Solo che il mittente è il
mare e il destinatario è un’Italia che ha deciso di non ricevere più nulla che
abbia un battito cardiaco.
Tredici cadaveri. Undici giorni. Zero sbarchi da
festeggiare. Missione compiuta.
L'umanità è ufficialmente fuori target.
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