L’Europa al bivio: il ruggito di Sánchez contro il ritorno dei nuovi colonialisti
di Franco Acri Mentre Madrid riscopre la dignità del "No alla guerra", il resto del Continente sembra paralizzato dal timore reverenziale verso il nuovo asse populista. È tempo che l'Europa scenda in piazza per rivendicare una visione socialista contro la barbarie del capitale e della forza. C'è un filo rosso che lega le macerie di Baghdad ai venti di guerra che oggi soffiano da Washington e Tel Aviv. Un filo che Pedro Sánchez, con un discorso che profuma di dignità e memoria storica, ha deciso di recidere. Il premier spagnolo ha evocato il fantasma del 2003 non per nostalgia, ma per un’urgenza etica: opporsi alla cieca obbedienza servile verso un’America che non riconosciamo più. La dottrina del caos: Trump, Netanyahu e il silenzio dei complici Siamo di fronte a una deriva pericolosa. Donald Trump e Benjamin Netanyahu sembrano uniti dallo stesso destino cinico: alimentare conflitti esterni per soffocare il dissenso interno e mantenere una supremazia vacillante. La ...