Frecciarossa: L’Atto
Frecciarossa: L’Atto
Nello scomparto l’occhio
è un cerchio spento;
lo schermo — unica brace
nel buio lucido.
Il comfort sigilla,
toglie il respiro.
Promesse d’arrivo
svuotate in partenza.
Nessun gesto.
Nessun libro.
Solo l’assenza:
viaggio come igiene,
pelle senza volto.
Capsula in corsa:
al bar, un silenzio che scava.
E l’aria è filtrata, barriera acustica,
copre il battito del mondo,
la sua fatica.
Il paesaggio cede,
trafitto — scenografia d’aria.
E in questa metafisica sottile
dove tutto passa
e nulla accade,
l’esperienza si spegne.
Non è il caos dinamico
di un’altra età:
non è Futurismo, è solo la sua eco,
senza memoria,
senza addii di Boccioni.
Franco
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