Colonialismo digitale

 Colonialismo digitale


Siamo ombre connesse,

tracce di luce

che non scaldano più.


Un impero invisibile

ci attraversa:

pochi muovono i fili,

noi danziamo,

silenziosi,

nel teatro del vuoto.


Un soffio remoto

comanda il ritmo:

una mano invisibile

ci accende, ci spegne,

senza volto,

senza tempo.


Corriamo

senza luogo né respiro:

tra velocità e smarrimento,

mentre il pensiero

diventa eco,

e il futuro

uno schermo spento.


Le mani non toccano:

gli occhi non cercano,

il cuore non reagisce.


Ci mischiamo,

inerti,

senza chimica,

senza fuoco.


Ma sotto la cenere

una scintilla resiste:

l’individuo,

ancora capace

di dire io.


Franco

Commenti

Post popolari in questo blog

Alla Bottega di Nonna Elena, un candidato che parla (finalmente) di politica

Quartiere dell’anima Il filo e la pietra