La Follia di Stato: Un Governo "Allergico al Controllo" Svuota il Parlamento e Celebra i Condannati

 



La Follia di Stato: Un Governo "Allergico al Controllo" Svuota il Parlamento e Celebra i Condannati

di Franco Acri

Assistiamo in diretta a una disinvoltura istituzionale senza precedenti, la palese manifestazione di un Esecutivo che è sinceramente "allergico al controllo". Questa Destra, forte di una maggioranza che confonde con i pieni poteri, ha architettato l'ennesimo attacco al cuore della Repubblica.

Il costituzionalista Gaetano Azzariti, dalle pagine de Il Manifesto, lancia un allarme netto: l'approvazione del disegno di legge sull'ordinamento della giustizia ha violato lo spirito e la lettera della Costituzione. L'intero processo è stato ridotto a una farsa muta.

Per la prima volta nella storia repubblicana, i quattro passaggi parlamentari previsti per una riforma così cruciale sono risultati assolutamente inutili. Il testo uscito da Palazzo Chigi nel maggio 2024 è rientrato in Aula come un dogma intoccabile. I nostri rappresentanti hanno votato per la pura disciplina di partito, costretti a rinunciare al loro libero mandato. Il Parlamento è stato svuotato.

La discussione è stata negata: mentre l'opposizione recitava l'ostruzionismo, la maggioranza non ha ritenuto utile neppure discutere del suo operato. L'unica voce autentica è arrivata dai giornali, dove si è appreso che c'è chi ha votato a favore di questa riforma decisiva "per ammirazione" della Presidente del Consiglio. Un sentimento nobile, certo, ma del tutto irrilevante per la responsabilità politica di un Paese.

Questa arroganza decisionista ha liquidato la Costituzione con maniere più spicce e sbrigative di una legge ordinaria, ignorando l'esigenza di cautela, doppio passaggio e consenso qualificato. Il Governo ha occupato l'Aula, mentre i parlamentari sono stati, di fatto, messi alla porta, zittiti.

Ma la follia istituzionale ha raggiunto il suo apice con le celebrazioni. Dopo l'ultimo voto, alcuni partiti della maggioranza sono scesi in piazza, inneggiando e dedicando la legge al loro Leader, Silvio Berlusconi.

Siamo alla follia. In un Paese serio, ci si chiederebbe come sia possibile dedicare una riforma della giustizia a un leader condannato in via definitiva. È la normalizzazione dell'assurdo, il trionfo della disciplina di partito sulla legalità. Questo Governo, allergico al controllo dei giudici, ha scelto di celebrare un fuorilegge come proprio faro morale.

L'obiettivo è dichiarato: rendere "intollerabile il controllo dei giudici", per impedire che l’azione dell’Esecutivo—gestita da un manipolo di dilettanti con una preoccupante dose di tracotanza—possa essere frenata.

Non dobbiamo assistere passivamente. La propaganda e il vittimismo miserabile non porteranno sviluppo o crescita, ma consolideranno un clima in cui la critica è soffocata. L'ultima garanzia, il referendum, rischia di essere snaturata in una richiesta plebiscitaria di consenso passivo.

È tempo, ora o mai più, di agire. Dobbiamo pretendere il ripristino degli equilibri violati, ricordando a chi ha la maggioranza che in democrazia non esistono affatto i pieni poteri. La Costituzione, a differenza delle discipline di partito, merita rispetto.


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