Quartiere dell’anima Il filo e la pietra Franco Acri A mia madre, custode del quartiere e della memoria Prefazione d’autore Sono nato in un piccolo quartiere della Calabria, stretto tra la pietra e la luce, dove ogni casa sembrava avere un’anima e ogni volto una storia da raccontare. In quelle stradine ho imparato il valore del tempo, il ritmo dei gesti quotidiani, la forza silenziosa dei legami. C’era una comunità semplice, fatta di sguardi che si incrociavano, di porte socchiuse, di voci che si chiamavano da un balcone all’altro. Era il mondo intero, e non lo sapevo ancora. Poi la vita mi ha portato lontano. L’università, il lavoro, altri orizzonti mi hanno accolto, ma dentro di me è rimasto intatto il respiro di quel quartiere. A volte mi basta una pioggia improvvisa, un odore di terra, un silenzio pomeridiano per ritrovarlo. È lì che ritorno, ogni volta che scrivo: tra le case di pietra, la fontana, le ombre dei miei cari. Queste poesie nascono da quel ritorno interiore. No...
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