La Calabria tra promesse e realtà: il bagno nella fogna e l'occasione persa del PNRR


Anche quest’anno, come ormai ogni estate, mi trovo in Calabria, nell'antica e gloriosa costa ionica. Una terra che fu culla di civiltà e democrazia, dove l'intelletto di Pitagora e la forza di Milone di Crotone hanno scritto la storia. Una terra ricca di cultura e bellezza, che ogni anno è costretta a fare i conti con un'amara e inaccettabile verità: fare il bagno nella fogna.
Questa non è solo una metafora, ma la dura realtà che molti di noi vivono. Le acque cristalline sono troppo spesso inquinate da scarichi non depurati. Una situazione che si ripete ciclicamente e che rivela l’incapacità, o la mancanza di volontà, di una classe politica che sembra non avere a cuore il bene dei propri cittadini.

Una politica di facciata e l'eterna emergenza

La mia frustrazione, come quella di molti, è profonda. In un contesto in cui la politica sembra distaccata dai problemi reali, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha recentemente sciolto il consiglio regionale non per difendersi dalle accuse di corruzione, ma per indire nuove elezioni regionali in autunno, candidandosi nuovamente. La politica sembra essere un gioco di potere fine a sé stesso. A tutti i livelli, i politici appaiono più impegnati a risolvere i propri problemi personali piuttosto che quelli della gente. I cittadini, l’ambiente, il turismo: tutto passa in secondo piano.
La prova più evidente di questa incapacità risiede nella gestione dei fondi europei. I miliardi del PNRR, un'opportunità storica per modernizzare il nostro Paese, rischiano di restare in gran parte non spesi. La ragione è semplice: mancano i progetti. Chi dovrebbe farli, se non chi ci governa? La risposta sembra chiara: una politica di incapaci, incapace di pianificare e di agire per il bene comune.
Ho verificato, infatti, che il PNRR ha destinato specifici finanziamenti, ben 600 milioni di euro a livello nazionale, per la depurazione delle acque reflue e nere. Anche la Calabria ha ricevuto una parte di queste risorse, con oltre 20 milioni di euro stanziati. Eppure, qui la situazione non cambia. I fondi ci sono, ma restano bloccati. Non è un problema di mancanza di risorse, ma di mancanza di volontà politica e di capacità amministrativa.
Il turismo, risorsa vitale per la Calabria, viene trattato come una "piaga" che nessuno vuole curare, tanto meno il Ministro competente. Lei è accusata di frode allo Stato, una delle accuse più gravi per un Ministro della Repubblica, ma nonostante ciò non si è dimessa.

Il Ponte sullo Stretto: un'opera di propaganda

Mentre il territorio si disgrega e il turismo viene mortificato, il governo preferisce dedicarsi a un'opera "faraonica" e di mera propaganda: il Ponte sullo Stretto. Un'opera che nella sua progettazione ha ignorato più di una problematica, e che secondo i più scettici servirebbe solo a favorire le solite lobby, difficili da estirpare dal nostro Paese. Il contrasto è stridente e, a tratti, quasi comico: si promettono opere titaniche, mentre non si riesce a garantire l'acqua pulita per un semplice bagno a mare.
La mia speranza, e il motivo per cui scrivo queste righe, è che i cittadini inizino a farsi sentire. Un tempo potevamo contare su alcune testate giornalistiche che facevano inchiesta, oggi sembrano tutte a servizio del potere. Per questo è ancora più importante che la nostra voce, quella della gente comune, non venga soffocata. Non possiamo più accettare promesse vuote e una classe dirigente che, in nome di giochi di potere e interessi personali, continua a ignorare i problemi reali.
È ora di agire. È ora di esigere un cambiamento.


di Franco Acri

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