Il Governo che Recita: Tre Anni di Propaganda, Zero Risultati
Il Governo che Recita: Tre Anni di Propaganda, Zero Risultati
L'Italia, dopo tre anni di "MeloniLand", si ritrova in una
condizione di stasi economica, come confermato dai dati ufficiali. L'OCSE
certifica una crescita del PIL italiano nel 2025 pari a +0,6%, la metà della
media dell'Eurozona (+1,2%). Mentre in Spagna, sotto un governo socialista, il
PIL accelera, in Italia la narrazione prevale sulla sostanza. Questo esecutivo
non governa, ma recita, e ogni atto sembra scritto per il palcoscenico mediatico
piuttosto che per il benessere del Paese.
Il governo ha trasformato la politica in un'incessante rappresentazione
teatrale. I ministri sono figure che vanno e vengono, in un ciclo di apparizioni
che conta più del loro operato. Un esempio lampante è il ministro Nordio, le
cui dichiarazioni sembrano parte di un reality show con la magistratura,
distogliendo l'attenzione dai veri problemi. La comunicazione è tutto: dirette
streaming, proclami sui social e slogan sostituiscono un'azione politica
concreta.
Sul fronte economico, nonostante le risorse del PNRR, i risultati
sono deludenti. Il governo, guidato dal ministro Giorgetti, si attiene a un
catechismo liberista: si vantano avanzi primari e tagli alla spesa sociale,
mentre il debito pubblico rimane inalterato. Intanto, i salari vengono divorati
dall'inflazione e la deindustrializzazione avanza. Il lavoro povero e l'assenza
di un salario minimo hanno fatto sì che l'Italia diventasse l'ultima
nella classifica OCSE per potere d'acquisto, un record da esibire con vergogna.
La Spagna, al contrario, investe su salari e stabilità per stimolare la
crescita.
La politica estera è un'altra dimostrazione di questa mancanza di visione.
Sulla Palestina si evitano posizioni chiare, mentre in Europa ci si allinea a
figure controverse come Orbán e si strizza l'occhio a Trump oltreoceano. Il
vero campo di battaglia di questo governo sono i social media, usati per
veicolare proclami senza contraddittorio, al posto di una strategia coerente.
Questa incapacità di affrontare i problemi strutturali sta avendo un
impatto diretto sulla società. I giovani, preparati e qualificati, sono
costretti a fare le valigie per cercare opportunità all'estero, mentre i
settori produttivi si reggono sul contributo essenziale degli immigrati. La
retorica del governo, fatta di odio, nostalgia e illusioni, non può costruire
un futuro solido. L'Italia ha bisogno di competenze e concretezza, non di
sceneggiature. Se non si cambia rotta, il rischio è che il sipario cali non
solo su questo governo, ma sull'intero Paese.
Franco
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