Il ballatoio vuoto
Il ballatoio vuoto
Non ho voglia di tornare
là dove le case restano chiuse
e l’erba ramifica la pietra,
tra un formichiere e un sanpietrino.
Dalle mura scrostate
cadono leggere le pietre.
I vicoli tacciono,
la fontana tace,
ma i ricordi scorrono vivi.
L’infanzia sboccia ancora
dagli usci familiari,
indelebile come i volti
dietro le imposte serrate.
Mi siedo sul ballatoio,
di mio nonno, di mio padre,
ora di nessuno.
E immagino una folla di passanti
che continua ad abitarmi:
nel cuore,
nell’anima.
Commenti
Posta un commento