Blog di Franco Acri,
un intreccio di architettura e poesia, memoria e tempo, cultura e politica. Più che un diario, uno spazio di discussione, dove le parole cercano non solo di raccontare, ma di ascoltare e aprire nuove visioni sul presente.
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Mani tese nel Mediterraneo che non sempre trovano chi le stringe. Piccole mani a Cutro... La risacca restituisce i corpi, nell'incapacità delle istituzioni. Mi vergogno di me stesso.
Alla Bottega di Nonna Elena, un candidato che parla (finalmente) di politica di Franco Acri Giovedì sera, nella solita cornice della Bottega di Nonna Elena a Vairano Scalo, si è consumato un piccolo, quasi inquietante, miracolo politico: qualcuno ha parlato di contenuti. Sì, avete capito bene: contenuti . Quella strana materia ormai scomparsa dai comizi, sostituita da slogan in saldo, promesse in saldo e l’immancabile selfie di gruppo con la birra in mano. Il protagonista della serata è Antonello Bonacci , candidato del Partito Democratico alle prossime elezioni regionali della Campania (24 e 25 novembre 2025). Bonacci, di Calvi Risorta, non è un volto sconosciuto. Anzi. È un "reduce della quasi-vittoria" che, nonostante un eccellente risultato personale alle precedenti Regionali, non riuscì a varcare la soglia del Consiglio. Il dettaglio più gustoso? L'incontro si è svolto nello stesso identico locale che ospitò la sua campagna precedente, e dove io stesso lo incontra...
Quartiere dell’anima Il filo e la pietra Franco Acri A mia madre, custode del quartiere e della memoria Prefazione d’autore Sono nato in un piccolo quartiere della Calabria, stretto tra la pietra e la luce, dove ogni casa sembrava avere un’anima e ogni volto una storia da raccontare. In quelle stradine ho imparato il valore del tempo, il ritmo dei gesti quotidiani, la forza silenziosa dei legami. C’era una comunità semplice, fatta di sguardi che si incrociavano, di porte socchiuse, di voci che si chiamavano da un balcone all’altro. Era il mondo intero, e non lo sapevo ancora. Poi la vita mi ha portato lontano. L’università, il lavoro, altri orizzonti mi hanno accolto, ma dentro di me è rimasto intatto il respiro di quel quartiere. A volte mi basta una pioggia improvvisa, un odore di terra, un silenzio pomeridiano per ritrovarlo. È lì che ritorno, ogni volta che scrivo: tra le case di pietra, la fontana, le ombre dei miei cari. Queste poesie nascono da quel ritorno interiore. No...
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